Era la sera del 15 gennaio. Pioveva, c’era uno sciopero. Eppure quasi duecento persone si trovavano per l’incontro “Agire per la pace – Echi da esperienza significative”: una serata organizzata da AGESCI Zona Milano per ascoltare le testimonianze di chi ha fatto scelte significative che hanno lasciato un “segno di pace”.
Gli interventi, appassionati, diretti, sinceri, sono stati tre: di Paolo Romano, consigliere regionale della Lombardia e attivista della Global Sumud Flottilla, di Vito Fiorino, pescatore e falegname, riconosciuto da Gariwo come Giusto per il suo impegno umanitario a Lampedusa e di Giorgio Del Zanna, della Comunità di Sant’Egidio, impegnata a livello internazionale per la pace, il dialogo e la difesa dei diritti umani.
L’Auditorium Don Bosco ha fatto eco per riflessioni, domande e soprattutto il racconto di esperienze vere e profonde. La domanda era: “Cosa possiamo fare per costruire la pace?” Ecco alcune delle risposte più significative.





Proviamo a metterci il corpo, per poter svegliare le coscienze!
Quando siamo in difficoltà cerchiamo persone, anche persone inaspettate perché essere insieme è la chiave. (Paolo Romano)
Dobbiamo sanare le distanze e creare un tessuto solidale umano.
Sapere che la Speranza è saper vedere quel che non c’è oggi e costruirlo.
Diventare amico di un povero, di qualcuno che ha una vita più difficile della tua. (Giorgio Del Zanna)
Ridare il nome ai morti, per non farli morire due volte. (Vito Fiorino)
Era una sera d’inverno, con pioggia e freddo. Ma sono stati gettati semi di pace.
Semi che pianteremo anche con i nostri passi nella città di Milano durante la Marcia per la Pace in occasione del Thinking Day: ci vediamo il 22 febbraio #savethedate
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Foto di Francesca Gazzaniga
